Cosa fare nella valle peligna
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pratola e dintorni
Pratola Peligna è una cittadina nel cuore verde d'Abruzzo, offre molte opportunità di esplorare i spettacolari parchi nazionali circostanti.
E' il punto principale di partenza (vedi nostri itinerari) per raggiungere tutti i suggestivi scenari paesaggistici che la circondano:
tre parchi nazionali: tre riserve naturali regionali; due laghi.
Una valle cinta da vette elevate, dove le suggestioni dei boschi e delle vaste praterie si rincorrono nelle zone interne della regione, esse invitano ad un viaggio
segreto nella natura, con mille sentieri escursionistici ottimi per il trekking o il mountain biking.
Una terra ricca non soltanto di natura (boschi, animali rari e protetti come il lupo, l'orso bruno, il camoscio, il cervo, l'aquila reale) ma anche di arte: chiese e monumenti,
sono legati ai colori e ai sapori che vengono da un tempo lontano, da una civiltà contadina e pastorale; fra i prodotti di gran pregio: olio d'oliva, vino, pecorino, aglio rosso,
arrosticini ,
Il Bed & Breakfast “ il “ Persicano “ è nato per offrire “ Ospitalità “ ai turisti che si recano nella Valle Peligna, richiamati dalle varie bellezze e dai eventi religiosi che si
svolgono durante l’anno.
Per i graditi Ospiti inoltre è possibile beneficiare di altri servizi di accompagnamento, uscite in Mountain Bike, Escursioni nel Parco Nazionale d’Abruzzo, “ Riserva dell Orfento, “Pesca Sportiva “
Lago Di Scanno con giro in barca di proprietà del B&B ,Idrospeed Cascate delle Marmore con guida Sig Antonio Cianfaglione .
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colle delle vacche (metri 1.105)
In splendida posizione panoramica caratterizzato da un bellissimo bosco di conifere nel cui centro sorge il rifugio omonimo, oggi ristorante Orsa.
Partendo da Bagnaturo si segue la strada che conduce alla Badia, raggiunto il bivio, avendo di fronte la chiesetta di S.Pietro, si volta a sinistra. Dopo un pò, segnalata da una scritta su un masso, s'imbocca a destra la strada sterrata che percorrendo il versante occidentale del Morrone, raggiunge dopo 10 Km, il piano del Colle delle Vacche dove si trova il Rifugio-Ristorante Orsa
La "casetta", che appartiene al territorio di Pratola Peligna, fu ricostruita ricostruita dopo la segonda guerra mondiale, a seguirne i lavori Don Andrea che reclutava "a giornata" gli abitanti della valle per i lavori di manovalanza.
Zona molto frequentata, all'epoca, dai pastori, negli anni a seguire divenne meta di scampagnate, ed escursioni di solitari o gruppi che partivano a piedi dal paese seguendo l'itinerario tracciato negli anni da chi lo percorreva per pascoli, o per raccogliere cìpp' (ceppi di legna) e "mazz'cchìll" (pigne)
Affollato il giorno di ferragosto, è una delle mete prescelte per il tradizionale picnic, qui si ritrovavano gruppi di amici e famiglie, per trascorre la gioranta in allegria, preparando spaghettate e grigliate, magari una "penichella" (pisolino) mentre i meno pigri non perdono l'occasione per godersi la montagna avventurandosi per i vari percorsi.
Durante tutto l'anno è meta di molti escursionisti, in quanto ottimo punto di partenza per magnifici itinerari. sul Morrone
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gole di san venanzio
Le famose gole si trovano nel Comune di Raiano, paese della Valle Peligna a pochi passi da Sulmona, in un ambiente incontaminato e protetto. Una meta ideale per gli amanti della natura.
L'EREMO:
L'eremo di San Venanzio risale al XII secolo e la leggenda narra che il Santo di Camerino si rifugiò in queste gole rocciose e selvaggie per sfuggire alle persecuzioni. La sua presenza è testimoniata dalle impronte che Venanzio lasciò stampate sulle rocce. L'eremo si colloca, con un sistema di archi, nel punto in cui la gola si fa più stretta (in alto a sinistra nella foto). Si festeggia il Santo il 18 Maggio.LA GOLA:
Le rocce, a strapiombo sul fiume, sono ricche di vegetazione spontanee, di grotte e di anfratti in cui nidifica l'Aquila. Recentemente si è deciso di proteggere l'area che oggi è denominata Riserva Naturale Regionale Gole di San Venanzio. La zona è ricca di acque sulfuree ed è quasi del tutto incontaminata.
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Celestino V
Ad una quota più elevata del monte Morrone, attraverso una mulattiera, si raggiunge il romitorio in cui S. Pietro Celestino trascorse lunghi periodi di ascesi e meditazione.
Quì ricevette l'annuncio della sua elezione al soglio pontificio. All'interno, nonostante i danni provocati dall'ultima guerra, affreschi dei secc. XIII, XIV e XV.
L' Eremo di Sant'Onofrio al Morrone è un edificio religioso posto sulle pendici dell'omonimo monte, nei pressi di Sulmona, risalente al XIII secolo, che custodisce la memoria di
Pietro Angelerio (o Pietro da Morrone), il frate eremita che qui visse e che divenne papa nel 1294 con il nome di Celestino V e poi santo.
Il complesso è raggiungibile attraverso uno scosceso sentiero sebbene di facile percorribilità che conduce dalla frazione Badia, al margine orientale della Conca di Sulmona sino alla
quota di 620 metri dove è posto l'eremo.
E' questo, l'eremo più famoso d'Abruzzo per un evento storico verificatosi nel 1294, quì, Pietro da Morrone ricevette la notizia dell'investitura a Papa, col nome di Celestino V
in seguito rinuncerà al trono di Pietro per ridiventare eremita. Sulle pareti del Morrone, l'eremo è ben visibile anche da lontano, nel suo interno si conserva un magnifico ritratto di
San Pietro Celestino ( è chiamato così in Abruzzo ), la sua cella scavata nella viva roccia e la grotta situata sotto la chiesa dove era intento nella medidazione.
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Valle dell' Orfento
Caramanico Terme e la valle del fiume Orfento sono da sempre sinonimo di natura protetta. Il fiume, che conferisce il nome allo splendido vallone che dalle vette principali del massiccio della Majella scende fino all'abitato di Caramanico Terme, ha eroso nel corso di milioni di anni, una stretta forra oggi ricoperta da una fitta vegetazione riparia in cui spiccano i salici, le felci ed i muschi. La Valle dell’Orfento, nel 1971 fu dichiarata Riserva Naturale dello Stato ed affidata in Gestione al Corpo Forestale dello Stato. A partire dal 1980 all'interno della valle furono reintrodotti cervi e caprioli che, nel corso degli anni, hanno ricolonizzato tutto il territorio della Majella. A partire dal 1991, l’Orfento è entrato a far parte del territorio del Parco della Majella, costituendone uno degli angoli più suggestivi ed integri. La valle è oggi percorsa da una articolata rete di sentieri con punti di accesso su ambedue i versanti: dall'abitato di Caramanico Terme partono i due sentieri per il Ponte del Vallone e per le Scalelle, mentre a valle del paese si può accedere dal ponte sulla strada provinciale n° 487.
Per accedere nella Valle dell’ Orfento è necessario ritirare l’autorizzazione gratuita presso il Centro di Visita, in località S. Croce (Cooperativa Majambiente - 085.922343 majambiente@tin.it)